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Bagnèt rossIl bagnèt ross è una salsa piemontese a base di pomodoro adatta all'accompagnamento di carni bollite, ma viene anche utilizzata su tomini oppure su altri cibi come le acciughe sotto sale dissalate e diliscate, su fette di arrosto di vitello, di tacchino o di petto di pollo saltate in padella.Ingredienti350 grammi di pomodori maturi1 carota1 peperoncino piccante2 cipolle di medie dimensioni2 spicchi grossi di aglioacetoolio-extra vergine di olivaun cucchiaino di zucchero o di mielesale q.b.Preparazione- pulire i pomodori strofinandoli con un panno umido ma non lavarli in acqua- tagliarli a fette grossolane e porli in casseruola (evitare recipienti in alluminio), con un filo di olio- mondare aglio, cipolle e pulire la carota- tritarli finemente- unire il tutto nella casseruola dei pomodori e dar corso a una cottura a fuoco lento- mondare e sbriciolare il peperoncino- aggiungere nella casseruola ancora 3 cucchiai di olio, lo zucchero (o il miele), il peperoncino sbriciolato, un paio di cucchiai di aceto; regolare di salemescolare il tutto nella casseruola portando a bollorelasciare bollire lentamente per 90 – 120 minuti, ricordandosi di mescolare di tanto in tantoal termine della cottura passare il contenuto della padella attraverso un passaverdura fine ottenendo così un composto cremosoincorporare olio per rendere più liquido (a piacere) il tuttoservire in tavola in idoneo recipiente.(Fonte: Wikipedia)
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TONNO DI CONIGLIO PIEMONTESE La tradizione vuole che il tonno di coniglio si prepara in primavera in particolare nel periodo pasquale e, trattandosi di una conserva, è perfetta per i primi pic-nic all’aria aperta. Le caratteristiche della carne di coniglio essendo priva di grassi fa bene in quanto ricca di proteine.Servitelo come antipasto freddo con crostini di pane rustico, o utilizzatelo per farcire panini integrali.Ingredienti per 6 persone 1 coniglio1 cipolla1 carota1 gambo di sedano1 rametto di rosmarino 2 foglie di alloro1 bicchiere di vino bianco12 spicchi di aglioOlio extravergine d oliva q.b Preparazione Fate bollire abbondante acqua con 1 bicchiere di vino bianco, rosmarino, alloro, carota, cipolla e sedano. Salate e unite il coniglio. Cuocete per circa 2 ore.Togliete la pentola dal fuoco e fate raffreddare il coniglio nel brodo. Spolpate il coniglio e ricavate striscioline di carne non troppo piccole.Nei barattoli mettete alcuni pezzi di aglio e foglie di salvia, versate poco olio e fate un primo strato con gli straccetti ben disposti. Dopo di che formate degli strati fino a riempire i vasetti. L’olio deve coprire il coniglio, lasciate insaporire per almeno un paio di giorni.
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CUZZUPE Questa é la ricetta di Alessia Prosdoci e il racconto della sua nonna LOCALITÀ CATANZAROGrazie mille Alessia e un bacione alla tua dolce nonninaLe #cuzzupe si preparano durante la settimana Santa di solito di mercoledì o giovedì per essere gustate la domenica di Pasqua.Ciao questa è la ricetta tramandata dalla mia nonna delle cuzzupe catanzaresi 😊CUZZUPEIngredienti:1 kg di farina 00300 g di zucchero5 uova intere 250 g di Burro o Margarina 1 Limone grattugiato125/150 ml di latte intero 1 bustina Vanillina2 bustine + 1/2 di lievito per dolci 1 bicchierino di liquore VermouthPer la glassa: 100 g di zucchero a velo1 albumequalche goccia di limonePreparazione:Sul piano di lavoro versate la farina, fare un buco al centro e mettere le uova, lo zucchero, margarina o burro, il limone grattugiato, il latte poco alla volta, la vanillina, il liquore vermouth. Amalgamare il tutto per un poco e aggiungere il lievito. Deve risultare un impasto morbido, giusto per dare forma alle cuzzupe. Versare l’impasto negli stampi da 24 cm ne usciranno 4 di questa misura. Infornate a 180 per 30/35 minuti.Preparare la glassa intanto. Montare leggermente l’albume, unire lo zucchero a velo e il succo di limone, montare fino ad ottenere una crema liscia ed omogenea. Decorate e versate la glassa sulla cuzzupe e decorarne la superficie con gli zuccherini colorati. Infornare nuovamente per un paio di minuti, giusto il tempo che la glassa di albume e zucchero diventi leggermente croccante. Fare raffreddare e poi metterlo su un piatto da portata
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Biscotto savoiardoI savoiardi o Saviardi, che prendono il nome dalla regione storica della Savoia, sono biscotti dolci e leggeri dalla consistenza molto friabile e spugnosa. La forma, un cilindro schiacciato con gli spigoli smussati, ricorda un grosso dito e per questa ragione in inglese vengono chiamati lady fingers ("dita di dama"), in turco vengono chiamati kedi dili ("lingua di gatto"), mentre in Francia vengono chiamati biscuits à la cuillère ("a forma di cucchiaio") se morbidi, o boudoirs se secchi.I savoiardi sono uno degli ingredienti principali di dolci al cucchiaio come il tiramisù e la charlotte.StoriaSebbene l'origine dei biscotti savoiardi sia incerta, alcune fonti la fanno risalire a un dolce avente il medesimo impasto, il gâteau (o biscuit) de Savoie, creato intorno alla metà del XIV secolo dallo chef (maître queux) di Amedeo VI di Savoia, in onore della visita dell'imperatore Carlo IV di Lussemburgo. In seguito, grazie al successo riscosso, i biscotti vennero denominati Savoiardi e adottati ufficialmente da Casa Savoia.(Fonte: Wikipedia)Foto tratta da Benutzer: Priwo.
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BiovaLa biova è un pane tradizionale del Piemonte.La biova ha origini antiche, e si presentava di dimensioni molto più grandi di quelle odierne. Con il mutare delle abitudini alimentari e l'industrializzazione del Piemonte, la sua grandezza si ridusse.La biova è un pane di forma tondeggiante o a goccia a base di farina, lievito, sale, acqua e talvolta strutto, che conferisce all'alimento un sapore caratteristico. Le biove hanno forma tondeggiante, una crosta friabile, poca mollica e il loro peso varia dai 100 ai 500 grammi. L'impasto delle biove viene lasciato riposare per circa 80-90 minuti prima di essere cotto in forno per circa mezz'ora.(Fonte: Wikipedia)
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Salam d'la dojaIl salame d'la doja (nome ufficiale) o salam dla doja (nome piemontese corretto secondo la grafia codificata), salame della duia (in italiano), è un insaccato tipico di Novara, Biella e Vercelli. Prende il nome dalla doja (in latino dolium), il boccale di terracotta dove viene lasciato a maturare.Le carni suine di prima scelta (spalla e pancetta, triti di banco) sono macinate a grana media e condite con sale, pepe, aglio e vino rosso. Il salame, insaccato in budello di manzo, viene fatto maturare nella doja, immerso nello strutto fuso, che gli consente di restare morbido a lungo. Alla maturazione segue la stagionatura della durata di circa un anno.(Fonte: Wikipedia)
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