Il Bitter nel Cocktail Bar Quanti Bitter sono necessari in un cocktail bar? Come ogni prodotto che decidiamo di tenere in magazzino, bisogna valutare bene il suo ciclo in/out, cioè quanto tempo impiega il bar a smaltire le sue scorte di un singolo prodotto.Sapere quanto velocemente ruotino i prodotti è importantissimo per non trasformare una risorsa in un costo. Altra cosa da tenere in considerazione è l’effettiva necessità del prodotto: quanti cocktail o ricette storiche abbiamo in carta con quello specifico ingrediente? È naturale che se vogliamo il pisco sour in lista, una bottiglietta di Amargo chuncho diventa d’obbligo. Parimenti, se inseriamo un Sazerac, dobbiamo avere in casa del Peychaud.Oltre a quelli strettamente necessari per le ricette storiche, ritengo opportuno non esagerare con decine di prodotti tutti simili ed impolverati sullo scaffale. Bisogna tenerne uno al massimo per tipologia, così da non far levitare i costi di magazzino e creare una inutile ridondanza. Sono imprescindibili quelli classici come l’Angostura e molto utili quelli specifici di alcune ricette (se le avete in carta). Oltre a questi, il mio parere è quello inserire un Bitter per appartenenza spiccata a specifiche categorie aromatiche: agrumi, spezie, tostati, frutti o fiori. Questo potrà garantire di coprire con decisione le principali sensazioni olfattive desiderabili in un cocktail.

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La grolla valdostana e la sua storiaTra le eccellenze italiane riconosciute nel mondo, sul podio troviamo senza dubbio l’espresso.Ogni regione ha il suo modo peculiare di servire e abbinare il caffè. La grolla, per chi non la conoscesse, è probabilmente uno dei prodotti artigianali più tipicamente noti della Valle d’Aosta.Di cosa si tratta? Fondamentalmente è una sorta di coppa, con coperchio, ricavata da un pezzo di legno pregiato. Come tradizione vuole, viene realizzata al tornio e successivamente decorata a mano secondo l’estro dell’artigiano.Il termine grolla deriva da graal, che nell’arcaica lingua d’oil stava a indicare, per l’appunto, un recipiente o una coppa utilizzata per bere il vino. Originariamente la grolla altro non era che un semplice calice dalle dimensioni generose, per bevute conviviali. Caffè Espresso 30ml Licor43 15ml liquore Kaki homemade 15ml infuso fiore sambuco in grappahomemade 1 barspon liquore Anice 4 chiodi garofano scorza Arancia e limone

Torta di noccioleLa torta di nocciole, anche detta torta Cortemilia, è un dolce diffuso nelle Langhe e nel Roero.La torta di nocciole contiene nocciole Piemonte tostate, tipicamente di qualità Tonda Gentile del Piemonte, uova, zucchero, burro e può presentare una piccola quantità di cacao e/o di miele di produzione regionale. La sua consistenza dura, asciutta e friabile la rende ideale da consumare con vini come il Moscato d'Asti e il Brachetto d'Acqui, o in alternativa con lo zabaione preparato usando il Moscato, il Barolo o il Barbaresco.(Fonte: Wikipedia)

Paste di meligaLe paste di meliga (in piemontese paste 'd melia) sono un biscotto frollino tipico del Piemonte, in particolare delle Valli di Lanzo, del cuneese, del biellese e bassa Val di Susa.Sono dolci a base di farina di frumento, farina di antico mais piemontese (melia o meira in piemontese), burro, zucchero, miele, uova e scorza di limone.Cenni storiciDi origine antica, si vuole che siano nati per necessità di fronte ad un cattivo raccolto che aveva fatto salire alle stelle il prezzo del frumento. I fornai cominciarono quindi a mescolare il fior di farina (oggi definito farina 00) con il frumento di mais, cioè con la farina ricavata dal mais macinata finissima, del tipo non utilizzabile per la polenta ma destinata a confezionare dolci. La peculiarità della macinazione molto fine favorisce la realizzazione di un biscotto dal gusto particolarmente definito e di struttura molto friabile.(Fonte: Wikipedia)