MAI TAI🍹🌸🌺🌴 “Meraviglioso, splendido, buono, fuori dal mondo” sono il significato del termine tahitiano , aggettivi quest'ultimi che rispecchiano perfettamente l'idea che forse tutti noi abbiamo della paradisiaca Polinesia e dai quali il drink che stiamo per scoprire, ne prende appunto il nome. Ne viene attribuita l'invenzione al Trader Vic's restaurant di Oakland, California, nel 1944. Anche il locale rivale Don the Beachcomber ne rivendica l'invenzione facendola risalire al 1933, benché le ricette dei due locali siano differenti[1].Cocktail simbolo dell'era Tiki, negli anni è stato oggetto di numerose variazioni e reinterpretazioni. Negli ultimi periodi numerose ricerche hanno tentato ricostruire la storia del cocktail e della ricetta originale, ricetta che varia nel tempo secondo la disponibilità dei rum all'epoca presenti sul mercato. Negli anni 70' Trader Vic pubblica la ricetta originale definendo il "rum chiaro" e il "rum scuro", sopra citato, come rum ambrato jamaicano e rum ambrato martinicano. ingredienti: 4 cl (8 parti) di rum bianco 2 cl (4 parti) di rum scuro 1,5 cl (3 parti) di orange curaçao 1,5 cl (3 parti) di sciroppo di orzata 1 cl (2 parti) di succo di lime fresco Preparazione: tutti gli ingredienti tranne il rum scuro vengono agitati nello shaker con il ghiaccio. Si versa nel bicchiere, vi si aggiunge il rum scuro facendolo stratificare in superficie.Viene servito on the rocks, cioè con cubetti di ghiaccio, in un bicchiere Highball.

Commenti

Post popolari in questo blog

La grolla valdostana e la sua storiaTra le eccellenze italiane riconosciute nel mondo, sul podio troviamo senza dubbio l’espresso.Ogni regione ha il suo modo peculiare di servire e abbinare il caffè. La grolla, per chi non la conoscesse, è probabilmente uno dei prodotti artigianali più tipicamente noti della Valle d’Aosta.Di cosa si tratta? Fondamentalmente è una sorta di coppa, con coperchio, ricavata da un pezzo di legno pregiato. Come tradizione vuole, viene realizzata al tornio e successivamente decorata a mano secondo l’estro dell’artigiano.Il termine grolla deriva da graal, che nell’arcaica lingua d’oil stava a indicare, per l’appunto, un recipiente o una coppa utilizzata per bere il vino. Originariamente la grolla altro non era che un semplice calice dalle dimensioni generose, per bevute conviviali. Caffè Espresso 30ml Licor43 15ml liquore Kaki homemade 15ml infuso fiore sambuco in grappahomemade 1 barspon liquore Anice 4 chiodi garofano scorza Arancia e limone

TapulònIl tapulòn o tapulone è uno spezzatino finemente sminuzzato, tradizionalmente a base di carne di asino, piatto tipico di Borgomanero.Il nome della ricetta deriva da una variante locale del verbo piemontese ciapulè che significa tritare, affettare finemente, tagliuzzare.Secondo una leggenda, la ricetta sarebbe stata creata da tredici pellegrini affamati che, di ritorno da una visita al santuario di San Giulio d'Orta, si fermarono nel luogo ove oggi sorge Borgomanero. Avendo ormai esaurito le provviste alimentari, essi cucinarono un asinello che era al loro seguito. Per attenuare la durezza delle carni dell'animale, queste furono spezzettate finemente e cotte a lungo nel vino. La pietanza piacque così tanto alla compagnia da convincerla a stabilirsi definitivamente nel luogo del pasto, dove fu fondato un villaggio che costituì il nucleo dell'odierna Borgomanero.Storicamente il piatto è legato all'utilizzo dell'asino come mezzo di trasporto, il quale, a fine carriera, nonostante la durezza delle carni, poteva ancora rappresentare una preziosa fonte di cibo per i propri padroni.(Fonte: Wikipedia)

Pizza al tegaminoLa pizza al tegamino (o al padellino) è una specialità culinaria tipica della città di Torino. Questo tipo di pizza si contraddistingue per la doppia lievitazione dell'impasto e per la cottura al forno all'interno d'una piccola padella o d'un piccolo tegame (ossia una bassa teglia circolare in alluminio oppure in ferro e priva di manici) reso antiaderente mediante un velo d'olio d'oliva.Nonostante alcuni dibattiti in merito al nome più corretto per designare questa pietanza, i qualificativi al tegamino o al padellino sono parimenti impiegati sia nelle insegne e nei menù delle pizzerie torinesi, sia nel linguaggio comune.StoriaLe origini della pizza al tegamino sono incerte e non ne è noto l'inventore. Una tradizione la vuole figlia d'un pizzaiolo torinese desideroso d'accelerare i tempi di produzione; secondo un'altra tradizione, invece, sarebbe stata inventata in città da ristoratori toscani, ipotesi suggerita sia dal fatto che le principali pizzerie storiche torinesi erano gestite da famiglie toscane, sia dalla consolidata abitudine - tuttora in voga - di far precedere la pizza al tegamino da una porzione di farinata di ceci, preparazione tipica della cucina toscana, ma in verità anche ligure e basso-piemontese. È comunque opinione concorde che la pizza al tegamino sia nata dal tentativo di velocizzare la produzione della pizza per servire più rapidamente i clienti: l'impasto viene infatti steso nei tegamini e parzialmente condito molto prima della cottura; le fasi di completamento del preparato e del passaggio in forno risultano quindi particolarmente veloci.(Fonte: Wikipedia)