🍷 Vin Brulé – Ricetta Tradizionale Ingredienti:1L di vino rosso (consigliato Teroldego, ma va bene anche Nebbiolo, Barbera o Sangiovese) 🍷100g di zucchero 🧂Scorza di limone non trattato 🍋Scorza di arancia non trattata 🍊2 stecche di cannella 🌿8 chiodi di garofano5 bacche di ginepro1 pezzo di anice stellatoNoce moscata (q.b.)🔪 Preparazione:Preparare le spezie:In una casseruola, versa lo zucchero e aggiungi l’anice stellato, i chiodi di garofano e le bacche di ginepro. 🍂✨Astuccio: Le spezie fresche e intere danno al vin brulé un sapore più ricco!Aggiungere scorze e spezie:Aggiungi le stecche di cannella, un po' di noce moscata grattugiata e le scorze di arancia e limone. 🍋🍊Consiglio: Se vuoi un gusto più intenso di agrumi, puoi aggiungere gli spicchi interi al posto delle scorze.Unire il vino:Versa il vino rosso nella casseruola e mescola bene. Porta il tutto a bollore. 🔥🍷Astuccio: Un vino corposo come il Nebbiolo o il Sangiovese è ideale per bilanciare le spezie.Cottura lenta:Lascia sobbollire a fiamma bassa per circa 30 minuti. Trascorso questo tempo, filtra il vin brulé per eliminare le spezie e le scorze. 🎄Consiglio: Se preferisci mantenere più alcol, riduci il tempo di cottura a 20 minuti.Servire caldo:Servi il vin brulé ben caldo, accompagnato da caldarroste o dolci come strudel di mele! 🌰🍎Astuccio: Prova a servire con una fettina di arancia fresca come decorazione per un tocco elegante!🧊 Conservazione:Puoi conservare il vin brulé in frigorifero per un massimo di 2 giorni. Riscaldalo a fuoco basso prima di servirlo.💡 Consigli & Varianti:Personalizza le spezie: Puoi aggiungere un po' di zenzero fresco o cardamomo per un tocco esotico.Aumenta l'aroma agrumato: Se ami i sapori agrumati, puoi aggiungere qualche spicchio d’arancia o limone direttamente durante la cottura.Meno alcol: Se preferisci una versione meno alcolica, cuoci per 5-10 minuti in più per far evaporare l'alcol.

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La grolla valdostana e la sua storiaTra le eccellenze italiane riconosciute nel mondo, sul podio troviamo senza dubbio l’espresso.Ogni regione ha il suo modo peculiare di servire e abbinare il caffè. La grolla, per chi non la conoscesse, è probabilmente uno dei prodotti artigianali più tipicamente noti della Valle d’Aosta.Di cosa si tratta? Fondamentalmente è una sorta di coppa, con coperchio, ricavata da un pezzo di legno pregiato. Come tradizione vuole, viene realizzata al tornio e successivamente decorata a mano secondo l’estro dell’artigiano.Il termine grolla deriva da graal, che nell’arcaica lingua d’oil stava a indicare, per l’appunto, un recipiente o una coppa utilizzata per bere il vino. Originariamente la grolla altro non era che un semplice calice dalle dimensioni generose, per bevute conviviali. Caffè Espresso 30ml Licor43 15ml liquore Kaki homemade 15ml infuso fiore sambuco in grappahomemade 1 barspon liquore Anice 4 chiodi garofano scorza Arancia e limone

TapulònIl tapulòn o tapulone è uno spezzatino finemente sminuzzato, tradizionalmente a base di carne di asino, piatto tipico di Borgomanero.Il nome della ricetta deriva da una variante locale del verbo piemontese ciapulè che significa tritare, affettare finemente, tagliuzzare.Secondo una leggenda, la ricetta sarebbe stata creata da tredici pellegrini affamati che, di ritorno da una visita al santuario di San Giulio d'Orta, si fermarono nel luogo ove oggi sorge Borgomanero. Avendo ormai esaurito le provviste alimentari, essi cucinarono un asinello che era al loro seguito. Per attenuare la durezza delle carni dell'animale, queste furono spezzettate finemente e cotte a lungo nel vino. La pietanza piacque così tanto alla compagnia da convincerla a stabilirsi definitivamente nel luogo del pasto, dove fu fondato un villaggio che costituì il nucleo dell'odierna Borgomanero.Storicamente il piatto è legato all'utilizzo dell'asino come mezzo di trasporto, il quale, a fine carriera, nonostante la durezza delle carni, poteva ancora rappresentare una preziosa fonte di cibo per i propri padroni.(Fonte: Wikipedia)

Pizza al tegaminoLa pizza al tegamino (o al padellino) è una specialità culinaria tipica della città di Torino. Questo tipo di pizza si contraddistingue per la doppia lievitazione dell'impasto e per la cottura al forno all'interno d'una piccola padella o d'un piccolo tegame (ossia una bassa teglia circolare in alluminio oppure in ferro e priva di manici) reso antiaderente mediante un velo d'olio d'oliva.Nonostante alcuni dibattiti in merito al nome più corretto per designare questa pietanza, i qualificativi al tegamino o al padellino sono parimenti impiegati sia nelle insegne e nei menù delle pizzerie torinesi, sia nel linguaggio comune.StoriaLe origini della pizza al tegamino sono incerte e non ne è noto l'inventore. Una tradizione la vuole figlia d'un pizzaiolo torinese desideroso d'accelerare i tempi di produzione; secondo un'altra tradizione, invece, sarebbe stata inventata in città da ristoratori toscani, ipotesi suggerita sia dal fatto che le principali pizzerie storiche torinesi erano gestite da famiglie toscane, sia dalla consolidata abitudine - tuttora in voga - di far precedere la pizza al tegamino da una porzione di farinata di ceci, preparazione tipica della cucina toscana, ma in verità anche ligure e basso-piemontese. È comunque opinione concorde che la pizza al tegamino sia nata dal tentativo di velocizzare la produzione della pizza per servire più rapidamente i clienti: l'impasto viene infatti steso nei tegamini e parzialmente condito molto prima della cottura; le fasi di completamento del preparato e del passaggio in forno risultano quindi particolarmente veloci.(Fonte: Wikipedia)